mercoledì, 08 novembre 2006

Cartoline dall' inferno


Si aggirano nei pressi del centro scrutando e aspettando che il ragazzo delle promo-card faccia il suo ingresso nelle botteghe. Il poveretto non sa di venire pedinato, non immagina che ogni suo movimento viene fotografato e catalogato da un'orda di vecchietti con un piede nella fossa che non aspetta altro che lui rimpingui gli espositori per poi trascinarsi all'interno sfoggiando, attraverso le spesse lenti da presbite, sguardi vogliosi. La loro determinazione fa paura, la loro audacia fa venire i brividi, la loro rincoglionitaggine fa venir voglia di prenderli a sprangate.
Non entrano mai tutti insieme, si dividono i negozi, per essere sicuri che TUTTE le cartoline verranno razziate È una vera e propria lobby che detiene il potere di vita e di morte su ogni cartolina promozionale e sui loro produttori. Si dice infatti che, questi ultimi, abbiano cercato in ogni modo di impedire tale barbarie, ma LORO sono più forti: esistono sedi in ogni città d'Italia, con tanto di turni di guardia e vedette appostate 24 ore su 24. Nella mia città, dopo ogni incursione, si trovano in un giardinetto per scambiarsi la merce: litigano; si insultano; infamano nipoti, figli e le buonanime delle mogli. A volte si minacciano a vicenda coi loro bastoni da passeggio, digrignando le dentiere zannute.
Noi, che non ci facciamo mancare nulla, abbiamo il nostro Vegliard-Card-Killer. Arriva dopo la siesta postprandiale. Saluta con un cenno del capo: non può perdere tempo, il tempo, soprattutto per lui, è prezioso. Veloce come un ratto scende la scala con la speranza di essere il primo fortunato a posare le zampe rugose e artritiche sulla nuova collezione. Con le mani tremanti (non ho ancora capito se per il Parkinson galoppante o per l'emozione) le sfila, le ammira, biascica qualche commento circa la rarità della specie, infine le imbosca nella cartellina professionale da impiegato comunale prima di trascinarsi su per la scala, questa volta con un passo più rilassato. O forse dovrei dire, affannato. Con un sorriso, che mi piacerebbe definire smagliante, mentre è solo raccapricciante, saluta con un “Ben gentile, eh”. Ed è a quel punto che io lo odio con tutte le mie forze. Anzi, li odio tutti senza discriminazioni, ma a lui lo odio di più.
Ogni volta che entra spero venga fulminato sulla via dell'espositore. Sto seriamente pensando di elettrificarlo per rendere la cosa sicura e definitiva. Oppure potrei spingerlo giù dalle scale, ma sono certa che userebbe le ultime forze per depredare le cartoline e farsi seppellire con queste, ed io non posso permetterlo. Io, Plexiglass, sono stata scelta per vendicare centinaia e centinaia di promo card strappate con la forza da vecchi senza scrupoli che, invece di badare ai nipoti o di giocare a carte in qualche bocciofila di periferia, rompono i coglioni a tutta la filiera delle Promo-cards senza alcuna pietà: dagli alberi che vengono abbattuti al ragazzetto che gira come un'oca lorda, credendo ingenuamente di fare pubblicità, ritrovandosi suo malgrado a far parte di un losco giro di spaccio fra plurinovantenni sfaccendati.

Esecuzione curata da: Plexiglass alle ore 15:38 | Permalink | commenti (3)
Commenti
#1    09 Novembre 2006 - 02:31
 
Quello lì, smunto e scavato, con il ricordo della sua giovinezza lontano quanto le Isole di Pasqua e la sua fottuta passione per quelle che, tanto ingenuamente quanto in modo disarmante, definisce "cartoline"...ecco,quello lì, sinceramente lo DETESTO!

[Ah, le promo con i chewingum gratis gliele ho inculate tutte io prima]

A.
utente anonimo

#2    13 Novembre 2006 - 02:21
 
Nooooooooo!!! E questa mi macava!
TeRiBBile! X_X
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#3    30 Novembre 2006 - 11:45
 
l'altro giorno cercando lavoro ho iniziato a chiamare un pò di case editrici delle mie zone. Uno m'ha detto che non avevano bisogno di nessuno (come tutti gli altri), ma poi ha aggiunto "abbiamo anche un magazzino di cartoline...400MILA...dovresti venderle in giro per bar e tabacchi. Ti diamo tutto il magazzino di cartoline a sole 25 mila euro".

in pratica ho chiamato per cercare lavoro e lui alla fine voleva da me 25 mila euro.
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