lunedì, 08 maggio 2006
Confessioni di due maschere.
 
In giornate particolarmente uggiose, Plexiglass e Blendung si abbandonano al più sfrenato amarcord professionale, rievocando nostalgicamente simpatici episodi del passato e confessandosi reciprocamente i piccoli peccati che hanno movimentato e ancora movimentano la noia grigiastra delle loro giornate in bottega.
 
Plexiglass è solita leggere i diari delle ragazzine, mentre finge di cercare i testi scolastici che vi sono elencati nel dedalo del magazzino. Al riparo dallo sguardo dei proprietari, si siede su una pila di libri: legge, ridacchia e commenta acidamente, per poi tornare dalla cliente, ovviamente senza libri.
Blendung si ricorda che una volta , in preda a una crisi di epistassi, ha sgocciolato sangue sulla copertina, fortunatamente plastificata, di un libro. Con aplomb britannico, ha pulito la suddetta copertina e ha proposto il libro alla cliente.
Plexiglass abitualmente fa il verso ai clienti, al loro modo di salutare, alla loro voce più o meno querula, appena questi si voltano per andarsene. Quando è particolarmente ispirata, si abbandona a una serie di boccacce alla schiena dell’avventore. Segretamente spera di essere beccata un giorno, per poter passare a menare le mani.
Blendung spesso passa sul piano astrale mentre un cliente gli sta parlando, qualora la conversazione superi i 125 secondi di durata. Quando riprende possesso del suo corpo e si rende conto di dover interagire, dice una sciocchezza qualsiasi: “Certo, è proprio così…”, “Ma si sa che non si può fare niente”, o similia. Poi fugge in magazzino, fingendosi indaffarato, per porre fine all’imbarazzante dialogo.
Plexiglass finge anche al telefono. Quando un cliente, disperatamente alla ricerca di un libro, chiama per sapere se è da noi disponibile, Plexiglass dichiara di andare subito a controllare a scaffale. Poi attacca il telefono, si fa i cavoli suoi per qualche minuto, infine riprende la linea e, con voce contrita, comunica che il libro non c’è. E le dispiace tanto. Talvolta si spinge a fingere di digitare una fantomatica ricerca al computer, avendo cura di far sentire al cliente al telefono il frenetico rumore di tasti. In realtà sta chattando.
Blendung, qualora si trovi davanti un rappresentante che non ha voglia di ascoltare, confessa di essere poco più di un galoppino, una specie di scagnozzo interdetto, incapace di qualsiasi decisione senza l’avvallo della Grande, Suprema, Potentissima Plexiglas. Dunque è inutile che insistano, devono tornare quando c’è Lei. Stesso comportamento con i rappresentanti delle aziende telefoniche, o dei vigili o della Guardia Svizzera.
Plexiglass, di nascosto da Blendung, accetta qualsiasi conto vendita le venga proposto, dalla Biologia degli Afidi a Il dolore del cuore è l’amore. Poi prende i libri e, temendo le reazioni del socio, li imbucana nei luoghi più improbabili della libreria, dove marciranno per mesi e mesi. Fino a quando qualcuno non chiederà a Blendung di pagarli.
Blendung, di nascosto da Plexiglass, periodicamente fruga l’intera libreria alla ricerca di conti vendita. Quando li trova, e li trova sempre, comincia a portarli al cospetto della socia, glieli piazza davanti e la osserva con sguardo inquisitoriale. Plexiglass svicola e fa finta di niente, negando e rinnegando, peggio di San Pietro.
Plexiglass ha delle parentele con uno scoiattolo. Come il simpatico roditore mette da parte ghiande e noci per l’inverno, così Plexiglass imbosca maniacalmente le bollette: Italgas, Enel, Fastweb, non importa. Le ammucchia tutte assieme nella sua tana, fino a che le utenze vengono sospese, una ad una. A quel punto, ridotti al buio, al freddo, senza possibilità di comunicare, non resta altra possibilità che precipitare tutti assieme nel letargo, da bravi scoiattolini.
Blendung a volte cambia idea all’ultimo minuto. Un cliente gli chiede un libro. Il libro c’è ed è l’ultima copia. Blendung va a prenderlo in magazzino, scopre che gli interessa. Torna dal cliente e gli comunica che il libro non c’è. In realtà è già nella sua borsa, pronto per trovare posto nella sua biblioteca personale. E che il cliente si fotta.
 
Rinfrancati dalla constatazione di quanto siano maturi come persone e professionali come librai, Blendung e Plexiglass si concedono una festosa e cameratesca orgia di pacche sulle spalle e complimenti reciproci: “No, no, sei più carogna tu!”, “Ma figurati, come li freghi tu, nessuno!”, “Davvero, sei la più grande stronza abbia mai conosciuto”.
Ridendo e scherzando, riprendono a perseguire il loro obiettivo: possedere la peggiore libreria della città.
 
 
Esecuzione curata da: Plexiglass alle ore 17:50 | Permalink | commenti (5)
Commenti
#1    09 Maggio 2006 - 17:39
 
Bellissimi!!! *_*
Vi Lovvo! :D
utente anonimo

#2    25 Maggio 2006 - 08:55
 
A dir poco eccezionale
utente anonimo

#3    25 Maggio 2006 - 13:57
 
Siete due stronzi :lol:
E' per questo che continuo a leggere le vostre (dis)avventure :D
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente senzadisturbare

#4    25 Maggio 2006 - 15:48
 
che meraviglia: più uno è carogna, più piace.
Quando, per colpa del karma negativo accumulato, ci reincarneremo in una puzzola rabbiosa e in un lombrico da letamaio verremo a ringraziarvi di persona...
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Plexiglass

#5    25 Maggio 2006 - 18:34
 
Ragazzi sono in carenza della mia "dose" =_= ...scrivete! :D
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Precious

Commenti

categoria: