martedì, 29 agosto 2006
“Sbatti il mostro in prima serata”
 
Non credo sia giusto. Non credo sia un servizio pubblico. Non credo che mi renda giustizia. Voglio dire, avevo anche i capelli lunghi. No, non è realistico: io sono molto più bello e intelligente di così!
 
Questa città ha la caratteristica di essere più addormentata e comatosa nella settimana del rientro dalle vacanze che in quella di ferragosto pieno. Non che sia un mio problema, visto che riesco ad essere sonnacchioso e comatoso da più di tre mesi, ormai, senza interruzione o interferenze dall’esterno. Questo per tacere di Plexiglass che è direttamente espatriata prima col cervello e poi anche fisicamente dai primi caldi stagionali.
 
Oggi a mezzogiorno ci si trovava dunque in questa condizione di nirvana lavorativo. Poca gente, poche incombenze, poco tutto, molto sonno. Io e il Giovin Commesso stavamo servendo degli esseri non meglio identificati, studenti perdigiorno e madri isteriche, quando all’improvviso siamo stati abbagliati da una mistica luce, intensa e accecante. Vedevo delle figure umanoidi muoversi in questo gran bagliore e parlare fra loro, un effetto X-Files di seconda mano. Subito si sono formate nella mia mente scioperata di questi giorni tre differenti ipotesi.
-         1: finalmente San Giovanni Crisostomo ha deciso di rispondere alla mia devozione decennale e mi compare avvolto in una mandorla di fulgore mistico al fine di comunicarmi i numeri del SuperEnalotto, ritenendomi degno di accedere a una vita meno frustrante di quella del libraio;
-         2: i venusiani amici di un mio storico cliente sono sbarcati in forze sulla Terra e stanno cercando delle guide turistiche a poco prezzo. Pagamento in natura a mezzo penetrazione violenta di sondino naso-gastrico e altre perverse delicatezze da film di fantascienza;
-         3: i Caschi Blu hanno deciso che il confine Libano-Israele è troppo poco pericoloso e hanno risoluto (sic!) di garantire la pace nel territorio del mio negozio, mettendo fine alla guerra fra blatte e pulci.
 
In breve tempo tutte queste ipotesi franano: la luce mistica è in realtà un faro, i venusiani dei giornalisti, la guerra fra parassiti continuerà sul campo di battaglia della libreria. Il mio panico cresce in modo esponenziale, sfonda l’auto-controllo e mi riporta agli istinti primordiali: cerco una via di fuga, mi accovaccio dietro il bancone, cerco di cambiare il colore della pelle, facendolo diventare di un’inquietante grigio-scaffale. Non se ne vanno, decido di giocare l’ultima carta. Spingo in avanti il Giovin Commesso, facendo in modo che col movimento esponga la giugulare: “Prendete lui! Prendete lui, ve lo offro in sacrificio! È vostro!”. Nel mentre allungo una forbice, caso mai ne fossero sprovvisti.
 
Il Kommando di giornalisti sembra non udirmi. Procede compatto e si avventa su un cliente. Ecco, lo sapevo, ora il mondo intero saprà quanto sono coglioni i miei clienti, quanto sono ignoranti, quanto sono psicopatici. Non mi resta che sperare che la televisione che sta facendo il servizio sia quella regionale del Bangladesh. Col cazzo, vedo una R e una A e una I campeggiare sulla telecamera. Ma vaff…
Il cliente si comporta da cliente: “Cioè, sì, mi’, spero di spendere pochi euri, insomma, sono libri, cioè, capisci…” Ti prego, Madre Terra, apriti e inghiottimi ora.
Il giornalista televisivo, rapido come un varano di Komodo, si volta verso il Giovin Commesso e gli schiaffa in bocca il microfono. “E ce la farà?”. “È possibile.” Ecco, Terra reinghiottimi. “È pozzibbbbile.” Bugiardo. Incompetente. Truffatore. Non è assolutamente possibile! Ma dico io… Domani verranno tutti a rompere, dicendo che sanno che qui compri i libri dalle elementari all’università con Cento Euri. E io dovrò ucciderli. Vabbe’.
 
Il Giornalista Varano ora si avventa su un’altra cliente, un’universitaria. Non capisco: se stai facendo un servizio sui libri di scuola che cazzo intervisti una che va all’università? La ragazza però è preparata, un incrocio fra Alba Parietti e Condoleeza Rice, e comincia a tenere una conferenza stampa sulle ingiustizie sociali e sulle differenze plutocratiche dell’Istruzione occidentale. Alla fine dichiara a chiare lettere che i libri se li compra in fotocopia. Brava, complimenti, grazie. Domani mi trovo tutta la Guardia di Finanza in negozio, mi sigillano la macchinetta del caffè, mi confiscano anche la tazza del cesso per paura che sia uno scanner travestito. Scanner de che, poi…
 
Altro giro, altra cliente: questa non ha neppure bisogno di essere intervistata. “Ciao, trattate i saggi omaggio, vero? Sai, quelli con sopra stampigliato in carattere 72: “COPIA FUORI COMMERCIO” ?” Certo, vuoi anche consegnarmi pubblicamente al tribunale islamico che mi tagli le mani? Complimenti per la scelta: sarebbe una confessione in mondovisione di evasione fiscale, Iva, frode del diritto d’autore e altre meraviglie. Andiamo oltre.
 
Il Giovin Commesso mi tradisce, mi vende per un trenta euro, anche meno. (Per trenta euro mi vendo da solo.) “Sì, l’intervista fatela pure a lui, che è il titolare.” Bastardo. Bene, compariamo in televisione, lo fa Bin Laden, mica succederà qualcosa a me, al massimo mi bombardano nella mia grotta. Raddrizzo la giacca, spengo la canna, lascio stare le tre ninfette minorenni che mi stanno palpando lascive, e mi avvicino alla telecamera con passo da pantera. Mmhh, sembro proprio Tom Cruise, sembro Al Pacino, sembro Robert de Niro in “Taxi Driver”: ce l’hai con me? ‘fanculo!. Cominciano le domande, dopo avermi arrostito col faro, puntandomelo in faccia, neanche fossi alla dogana del Triangolo d’Oro.
 
-         Cosa ne pensa dei prezzi dei libri scolastici? E che vuoi che ne pensi? Che non costano abbastanza, visto che io guadagno a percentuale. Secondo me sono ancora alla portata di troppa gente. Si figuri che sono un propugnatore delle caste indiane, io, se non altro per rispetto dei genitori. Vuoi mica saperne più di quello zoticone di tuo padre? Vuoi mica snobbare quella capra di tua madre? Mica sarebbe gentile.
-         Cosa ne pensa dei buoni-scuola per i meno abbienti? Sono ovviamente contrario, essendo uno snob classista. In più sono pigro e mi fanno una gran fatica. E per giunta mi stanno sul cazzo quelli che li hanno: brutti e poveri e 'gnuranti. Ma non posso mica dirlo in televisione. Mi lancio in un panegirico post-socialista. Mi nauseo solo a sentirmelo pronunciare, io che sono nato e cresciuto in una  sana e cinica famiglia liberista. Mio padre mi toglierà il saluto, la stima e l’affetto. E quel che è peggio mi toglierà anche l’eredità.
-         Quanto costa una fornitura di testi delle elementari? E una delle superiori? Figlio mio, sarai anche giornalista, ma non ne azzecchi una. Allora: libri per bambocci io non ne ho, che mi fanno venire l’orticaria. E poi mica mi metto a conteggiare quanto spende uno studente da me. Posso esprimerlo in orgoni, alla Reich: ci sono liste che provocano in me un evidente e rumoroso orgasmo, altre che mi danno meno soddisfazione di una sveltina, altre ancora che mi suscitano lo stesso piacere della visione di Nonna Abelarda in guepiere. Non riesco a quantificarlo in euro: sono un raffinato e disinteressato intellettuale, io. Il vile denaro è un accidente casuale. Il vero piacere è spillarlo dalle loro mani, strapparlo via dai loro bancomat, asciugarlo dalle loro carte di credito.
 
 
Infine il Kommando televisivo si allontana. Un’ultima, fintissima, ricerca di libri nel magazzino, con me che mi muovo disinvolto ed elegante come un babbuino col Parkinson, poi posso abbandonarmi alle mie paranoie:
Avrò detto qualcosa di compromettente?
Mi coinvolgeranno nello scandalo dei Furbetti del Quartierino?
L’Igiene mi farà chiudere dopo che l’intero Paese avrà visto le condizioni del mio magazzino?
Mi chiameranno a L’isola dei Famosi?
Potrò andare al Billionaire con le Veline e i calciatori?
E soprattutto: sarò anche in televisione il libraio più figo della città?
 
 
 
Esecuzione curata da: Blendung alle ore 19:00 | Permalink | commenti (5)
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