. Fuori Tema .
In questo caso, dunque, la punizione è tutta mia e la sconto ogni giorno.
Plexiglass e Blendung in Trasferta
Non paghi di farsi molestare in negozio, stasera Blendung e Plexiglass, meravigliosamente insieme, hanno deciso di farsi rompere le palle in trasferta.
Tutto parte da un invito di un Editore, un editore importante, un'offerta che non si può rifiutare (e qui parte la musica de Il padrino): "Picciotti miei, siete stati scelti per una missione di grande rispetto, una cosa che vi farà onore." e loro, da bravi piCiotti (sic!), hanno accettato.
Riepilogando: Editore importante che convoca per l'importante presentazione di un Autore importante che ha scritto un libro dal Titolo importante in un Cinema importante. E a loro che importa? Non sono certo importanti, Plexiglass e Blendung.
Partono dunque come due profughi del Polesine, alla chiusura della bottega: borse, cassa di libri legata con lo spago, espressione di chi non vedrà mai più la propria casa. Vorremmo raccontare che hanno percorso monti e valli, deserti e paludi, ma in realtà devono farsi solo due isolati. Raggiunto il luogo predestinato, con efficienza degna del Genio Guastatori di Molfetta, allestiscono il banchetto, sciorinando con gusto gli imperdibili titoli del grande critico:
"Esegesi della pippa nel cinema di Alvaro Vitali", "Antinomie pseudointellettualistiche nella sbucciatura dei marroni nelle pellicole del Bosco Fatato", "L'aspettualizzazione del ruolo spettatoriale nei cortometraggi di Topo Gigio", e altri titoli parimenti essenziali alla sopravvivenza del genere umano.
Pochi minuti ed iniziano ad arrivare gli spettatori. Si tratta naturalmente della creme de la creme, dell'elite intellettuale, dell' intellighentia, insomma: dei soliti pipparoli squattrinati. Ed infatti... Una metà circa sono già loro clienti, purtroppo: da loro non si aspettano nulla, visto che già in bottega non arrivano a capire che i libri vanno comprati, figurarsi stasera che i nostri eroi hanno invaso il loro territorio! Il restante 50% dei convenuti è un branco di Cicci e Cocchi e Tatti, incollati al cellulare e assolutamente detestabili. Forse neppure loro capiscono bene cosa stiano facendo lì, dietro a quel tavolo coperto di libri, tant'è vero che l'unico contatto personale è con un idiota che, con fare cospiratorio, commenta l'ultimo sforzo creativo dell'Autore con un "Un po' troppo compilatorio...", per poi guardarsi alle spalle, terrorizzato all'idea che qualcuno possa avere sentito il suo commento, sancendo così la fine definitiva della sua ipotetica ed utopica carriera universitaria.
Giunge infine il Grande Autore: codazzo di tirapiedi, gruppetto di accademici amichetti. Uno di questi, accennando con una mano al libro, butta lì: "Vero che me ne mandi una copia?". Saranno anche intellettuali, ma preferirebbero sbagliare un congiuntivo in pubblico che sborsare qualche euro a due tapini che sono lì, tristi e patetici come un film neorealista.
Entrano tutti, i belli e i brutti (e soprattutto gli stronzi).
Incasso al momento attuale della nostra coppia: Zero, Nothing, Nada, 'na ceppa, insomma. Inizia l'attesa.
Al 5° minuto: Blendung va a fumare, Plexiglass si affloscia sul pavimento come una bambola gonfiabile depressa;
al 10° minuto: Plexiglass va a fumare, Blendung origlia alla porta per capire se il Grande Autore ancora sta farneticando;
al 14° minuto: Blendung guarda fuori da una finestra (stile Bergman), Plexiglass torna ad afflosciarsi sul pavimento, iniziando a leggere delle trame di film finlandesi degli anni '40 (tutto pur di non aprire il libro dell'Autore!);
al 20° minuto: Blendung comincia a fare battute zozze, tanto per sentirsi ancora vivo, Plexiglass gli legge ad alta voce le trame più significative dei succitati film finlandesi;
al 25° minuto: Blendung si rannicchia come un corvo sciancato su un cestino dell'immondizia, criticando ogni libro dell'Autore che gli capita a portata di mano; Plexiglass passa a leggere trame di film trash.. Pardon: Cult, giapponesi;
al 28° minuto: ALLARME! Plexiglass viene colta da crampi e comincia a bestemmiare e a sbattere ripetutamente il piede contro il pavimento. Il rumore rimbomba nel Tempio del Sapere. Le bestemmie pure. Blendung tace, encefalogramma piatto. L'autore sta ancora parlando;
al 30° minuto: il primo intellettuale esce dalla sala e corre in bagno. Il Grande Autore deve davvero fare cagare. I nostri eroi sogghignano. Blendung, incuriosito, decide di esplorare i bagni e li trova artisticamente entusiasmanti, assai più dei libri dell'Autore. Plexiglass medita se iniziare a farsi una ceretta lì sul posto, o se invece è il caso di sistemarsi le sopracciglia;
al 35° minuto: noia. L'Autore parla.
al 41° minuto: stizza. L'Autore parla.
al 45° minuto: istinti omicidi. E quello continua a parlare.
al 50° minuto: Blendung raggiunge finalmente il Satori, tramite la via del Ripetuto Sbadiglio; Plexiglass guarda sbavante il polpaccio del compare, trasformato ai suoi occhi in un succolento stinco di prosciutto;
al 53° minuto: esce un altro intellettuale, con aria illuminata e sguardo trascendente. Placcandolo come un centravanti della nazionale di rugby, Plexiglass lo blocca: "Scusi, ma è finita?". Risponde quello: "Oh, no! Io devo andare, ma vado con la morte nel cuore! Egli sta tracciando nuovi orizzonti nell'analisi delle Supercazzole tognazziane. Andrà avanti per ore...".
Bene, no, benissimo, no, davvero, va bene.
Al 60° minuto: inizia il concerto che segue la conferenza. Ghironda celtica in accompagnamento al film cecoslovacco del '27, ovviamente muto. Un vecchietto, che nella stessa sala cerca di vendere quattro libracci ammuffiti, di cui uno solo pallidamente attinente alla conferenza dell'Autore, inizia a raccontare la propria vita: "Perché voi, voi siete giovani, voi non sapete... Io ho conosciuto Nanni M0retti, da quando aveva sette anni e lo aiutavo col catechismo; ho conosciuto Ker0uac; ho conosciuto C0cteau...". Se continuasse a parlare e a risalire nel tempo, arriverebbe in breve alle cene con Gozzano, alle merende con Leopardi e ai ricordi di infanzia, con Torquato Tasso che lo faceva ballare sulle sue ginocchia per fargli fare il ruttino. Plexiglass ormai non parla più. Guarda Blendung con occhi da "Abbandonami-sull'autostrada-basta-che-ce-ne-andiamo-da-qui". È vero, è ora di andare.
Ma prima, prima è doveroso un ultimo gesto significativo.
Plexiglass invita il vecchio ad entrare: con voce melliflua, gli suggerisce che chi ha conosciuto Manzoni non può certo perdersi un incontro con l'Autore. Una volta buttato dentro l'arteriosclerotico, Blendung accatasta rapidamente tutte le copie del libro dell'Autore, tutte invendute, contro le porte della sala.
Un fiammifero e... Voilà! L'inferno sulla terra.
Nella notte, contro un rutilante muro di fiamme, solo le sagome nere di Blendung e Plexiglass che si allontanano, mano nella mano, danzando in un cupo girotondo. Oh, sì: proprio come nella scena finale del Settimo sigillo. L'Autore apprezzerà certamente.
Le magnifiche sorti e progressive
Finalmente un poderoso salto di qualità nella mia esistenza professionale, un gradino importante verso un miglior servizio ed un più efficiente metodo lavorativo!
Abbiamo comprato un nuovo programma per gestire ordini, riordini, rese, fatturazioni. Che meraviglia: sono certo che ora guadagnerò il doppio in metà del tempo e che finalmente potrò iscrivermi al corso pomeridiano di bridge che rimando da tanti anni. Ovviamente prima dovrò ricomprare tutti i computer, visto che la bestiolina è informaticamente più ingombrante di un plesiosauro e necessita dei calcolatori della NASA per funzionare decentemente.
Il nuovo programma ha caratteristiche ben precise.
La prima è il costo: similmente ad un patto faustiano col demonio, ci è stata chiesta in pagamento la nostra anima, ma il nostro personale Mefistofele non si è accontentato di un'anima una tantum, no, lui la vuole tutti gli anni. Sembra che si chiami abbonamento obbligatorio o una cosa del genere, fermo restando il fatto che, come i più perversi spacciatori, hanno regalato la prima dose, certi che, ormai sviluppata la dipendenza, il tossico informatico sarà costretto a pagarli anno dopo anno.
Seconda caratteristica è l'evidente praticità del programma: con un semplice passaggio di mouse, il nostro elettronico gioiello sa scorporare l'IVA (echissenefrega!), può predire i gusti dei clienti (beato lui!), è capace di compilare un ordine in base al segno zodiacale cinese della persona e si ricorda di mandargli gli auguri per il compleanno con un simpatico biglietto. Peccato che, per sapere se ho ancora in magazzino una copia de "La montagna incantata", io debba adesso digitare cinque righe in linguaggio macchina, aprire circa otto finestre del pc, fare un giro attorno al computer, sgozzare un capretto bianco sulla tastiera e danzare in tondo con delle piume in testa. Io ci farò l'abitudine, questo è sicuro, mi chiedo solo cosa penseranno i clienti di fronte allo spettacolo, ma, considerando il loro livello di stramberia, probabilmente non ci faranno caso o forse si uniranno al rito.
Come terzo fattore euforizzante del nuovo acquisto inserirei le statistiche. Il nuovo programma sa fare statistiche su ogni cosa: si vendono più libri di 345 pagine o di 349? Vanno meglio i titoli con copertina verde o quelli in blu sfumato di grigio? Qual è la taglia media del cliente, la 48 o la 50? Quest'anno ho guadagnato di più o di meno dell'anno scorso? La risposta a quest'ultima domanda viene fornita tramite una simpatica animazione: in caso il fatturato sia in calo, compare un breve video di Plexiglass in minigonna e stivaloni, mentre fuma lasciva in atteggiamento ammiccante sotto un lampione lungo i viali; in caso, al contrario, si siano fatti più soldi, parte un video di Blendung su uno yacht al largo della Giamaica, svaccato sul ponte, circondato da veline seminude e bottiglie di champagne, in puro stile Briatore.
Il fattore decisivo che ci ha spinto a scegliere proprio questo programma gestionale è stato però ancora un altro, ovvero l'impareggiabile qualità estetica del prodotto. Le schermate principali occupano una lunghezza di circa dodici metri in cui i dati fondamentali (prezzo, editore, disponibilità) sono confinati in un punto imprecisato fuori dallo schermo, che si avvicina all'iperspazio. I colori sono stati probabilmente scelti da una qualche scimmia di laboratorio in pieno trip lisergico, visto che sbordano dallo spettro cromatico umano e sono accostati completamente a casaccio. Infine, la schermata di apertura del programma: un disegnino di un pupazzetto, fra il satanico e il francamente incazzato che, devo ammettere, ben riflette il mio umore al mattino.
Bene. Sarà meglio che adesso torni a far pratica, dovrò pure imparare ad usarlo, visto che ormai l'ho comprato. Stavolta, però, sono preparato: ho il Prozac, la bottiglia di vodka e un po' d'erba a portata di mano sul bancone e, per le emergenze, un grosso martello di ferro che non chiede di meglio che di essere schiantato ripetutamente sulla tastiera. Se ciò ancora non bastasse a calmarmi, posso sempre chiamare l'Assistenza Informatica e prendere a martellate anche loro.